Stretching, con questa parola di origine anglossassone, si indicano gli esercizi di allungamento muscolare che preparano il sistema muscolare e scheletrico all'attività fisica.
Lo stretching viene fatto in ogni pratica sportiva e nelle arti marziali e sport da combattimento ha notevole importanza.
Infatti alcune tecniche, specie di calcio, trovano la massima espressione se l'atleta ha una mobilità articolare elevata.
Oltre a preparare all'attività fisica lo stretching è utile per:
- correggere la postura
- prevenire infortuni
- come terapia riabilitativa
- come rilassamento
Praticando costantemente lo stretching si può aumentare la mobilità articolare che è intesa come la capacità dei nostri arti di compiere ampi movimenti. La mobilità articolare dipende da struttura delle articolazioni, capacità di allungamento di legamenti, tendini e muscoli e temperatura corporea.
Bob Anderson selezionò una serie di esercizi che sono tra i più diffusi e di uso comune.
Tipi di Stretching:
Stretching statico
E' la metodologia di stretching definita da Bob Anderson che prese spunto dallo Yoga ed è anche quella più diffusa.
Consiste nell'assumere posizioni fisse che portano lentamente i muscoli al massimo allungamento.
Le raccomandazioni sono quelle di non superare mai la soglia del dolore e di non prolungare l'allungamento massimo oltre i 30 secondi. Questo per non innescare i meccanismi di compensazione dei muscoli agonisti che vanificherebbero i benefici dell'esercizio.
Altre cose importanti sono la respirazione e l'essere rilassati durante i vari esercizi.
Questo tipo di stretching deve essere preceduto da una fase di riscaldamento generale ed è indicato alla fine di una sessione di lavoro durante il defaticamento.
Stretching balistico
Lo stretching balistico consiste nell' oscillare ripetutamente e in maniera non controllata gli arti nel tentativo di andare oltre la normale mobilità articolare. E' un tipo di stretching molto in voga qualche decennio fa, attualemente sconsigliato per l'alto numero di infortuni che può provocare.
Stretching dinamico
Lo Stretching dinamico prevede esercizi che portano ad un aumento progressivo dell'allungamento della fibre muscolari.
Per questo è particolarmente indicato nelle fasi di riscaldamento dove con movimenti controllati di gambe e braccia di arriva al limite della propria mobilità articolare.
Stretching PNF
PNF sta per "FACILITAZIONE PROPRIOCETTIVA NEUROMUSCOLARE" ed è una tecnica che negli ultimi anni sta riscuotendo molto successo.
Si compone di 4 fasi principali nei quali l'atleta :
1. Raggiunge molto lentamente la posizione di massimo allungamento muscolare;
2. Esegue con l'aiuto di un compagno una contrazione isometrica per un tempo di circa 20 secondi;
3. Rilassa il muscolo per un tempo di circa 5 secondi;
4. Riporta il muscolo nella posizione di massimo allungamento per 30 secondi.














