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Nicole Perona

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Nicole Perona

- Ho da poco compiuto 19 anni e pratico la Kick-Boxing fin da quando ne avevo 7 e mezzo. Papà era un karateka, ma la richiesta di frequentare un corso di kick è arrivata direttamente da me dopo il mese trascorso al centro estivo e aver indossato quasi per gioco i guantoni di quello che sarebbe stato il mio primo maestro. Anche se ero piccola, mi sono subito resa conto che quando chiudevo i guanti sparivano la timidezza e l’imbarazzo piuttosto che la tensione o la rabbia. Così non li ho più voluti togliere…
- Ho iniziato con il Point-fighting per poi scoprire con il mio attuale maestro i combattimenti continuati e il ring, decidendo così di dedicarmi al Light-Contact, alla Kick-Light e da pochissimo anche alla Lowkick.
- In nazionale cadetti e junior dal 2009, e senior dal 2012, ho conosciuto tantissimi campioni, nella vita e nello sport, e anche grazie a loro, nell’arco di tre anni, ho potuto portare in Italia un mondiale, due europei e sei coppe del mondo nella WAKO.
- Fighters di riferimento? Si, tantissimi tra coach e compagni della nazionale, e ognuno di loro è unico e mi ha colpito per qualche caratteristica personale, a partire dal cuore, dall’umiltà e dalla forza di volontà: le fondamenta che reputo necessarie per poter diventare un Campione e non solo un “bravissimo atleta”.
- Rispondere su carta come sia il rapporto con il mio maestro è complicato, ma per riassumerlo il più possibile in modo efficace si può dire che è basato sul “non detto” e contemporaneamente sul “però te lo dimostro”… Chi combatte sa cosa intendo!
Con i tecnici della nazionale invece ho un rapporto particolare e diverso per ognuno, e ad ogni trasferta condivisa posso solo sempre imparare qualcosa di importante che tento di fare mio nel più breve tempo possibile.
- Fuori dal ring studio, questo è l’ultimo anno del mio percorso al liceo scientifico tecnologico e tra non molto ci sarà la maturità, un obiettivo importante tanto quanto un campionato, perché qualsiasi tipo di esame va affrontato con il massimo impegno se si vuole raggiungere il famoso “gradino più alto del podio”…
- La paura più grande: deludere. Sì, deludere chi ha creduto o crede in me.
- “Sei forte, tocca a te ora, ma sul tatami non sarai mai sola, sono con te”, frase di un DTN a cui sono molto affezionata.
- Il periodo più bello, beh… dal 2011 ad oggi! Ma come dico sempre a tutti, non per i titoli vinti né per le medaglie portate a casa… perché la più grande soddisfazione è vedere i loro occhi lucidi quando mi viene alzato quel braccio al cielo, e subito dopo quegli abbracci che mi staccano da terra fisicamente e mentalmente… Posso dire con fermezza che i momenti della finale del mondiale di Bratislava e dell’europeo di Bucarest siano stati quelli più intensi di sempre, che mai potrò dimenticare.
- I prossimi obiettivi sono la coppa del mondo Bestfighter e la maturità, seguita dai collegiali in vista dei mondiali di novembre 2013 in Turchia.
- La Kick per me non è uno sport. È la mia vita. Perché mi ha insegnato che nulla di veramente importante viene regalato, e per raggiungere un obiettivo bisogna saper sudare sempre con il sorriso. Perché mi ha insegnato il rispetto e la determinazione. Perché mi ha fatto conoscere veri Amici, vivere emozioni che custodisco gelosamente dentro di me e tanto altro ancora. Potrei non finire più di parlare, ma penso che i fatti valgano molto più delle parole: basta trascorrere 20 minuti in un palazzetto per capire la magia della kick.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Maggio 2013 21:26  
Quali di questi attrezzi preferite per l'allenamento ?
 

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